Colpo di pistola

Un uomo con una giacca grigia lunga sta salendo delle scale. Fuma una sigaretta, la tiene con la mano destra mentre con la sinistra gioca con l’accendino zip. È pensieroso.

<<Non ho mai capito cosa ti abbia spinto a compiere quel gesto. Forse eri stanca o forse era un modo per dirci che non eri felice, che stavi male. Non sono mai rimasto così tanto tempo a cercare di capire una persona, sinceramente non mi è mai interessato, ma te sei diversa… scusa eri diversa.>>

L’uomo arriva davanti ad una porta, butta la sigaretta a terra e con il piede la spegne. Dalla moquette si alza un leggero fumo, ma a lui non interessa. E’ casa sua, a terra ci sono tanti aloni neri di sigarette spente. Si dirige verso la camera da letto, non si toglie la giacca. Si siede sul materasso, anch’esso pieno di tracce di sigaretta. Prende il giornale dalla tasca interna della giacca e va direttamente sulle ultime pagine: quelle del meteo.

<<Stando a quanto riporta il giornale domani dovrebbe piovere, poco male tanto non avevo intenzione di uscire di casa.>>

Si sdraia, si accende un’altra sigaretta. Sta guardando il soffitto, ne sembra assorto.

<<Il soffitto.. è immobile e bianco, mi sento quasi risucchiato come in un bel..>>

Driiiiin

<<Suonano alla porta cazzo! Mi hanno rovinato il trip! Forse è la pizza, mi ero dimenticato di averla ordinata. Doppia mozzarella e patatine a volontà. Era la tua preferita>>

L’uomo apre la porta, ma non c’è nessuno. Si guarda attorno e poi rientra dentro.

<<No, non c’è nessuno dietro la porta, non c’è neanche l’odore della pizza. Bo, sarà stato lo scherzo di un ragazzino.>>

Dopo aver sbattuto la porta ritorna a letto, la sigaretta è li ad attenderlo sul lenzuolo divenuto oramai una discarica di mozziconi e cenere.

<<Allora dove ero rimasto? Ah, si il soffitto.>>

Driiiiin

<<Ma dai davvero? Adesso urlo!>>

Si alza di scatto dal letto, fa un ultimo tiro di sigaretta e la lancia contro il poster di un uomo nel muro difronte a lui. Il poster è visibilmente bruciato. Va verso la porta, si toglie la giacca. Sente che c’è qualcuno dietro alla porta.

<<Chi è? No grazie non voglio armi sono già a posto.>>

È un venditore di armi porta a porta.

<<Cosa? No, i puntatori laser sono una truffa, 5 volte su 5 il bersaglio lo vede. No… Noo!>>

Il venditore continua ad esporre tutto l’arsenale del catalogo ignorando il disinteresse all’acquisto dell’uomo.

<<Ascolti le ho già detto che ad armi sono a posto, provi con il signor Adrian che so che vuole fare una piccola strage al centro commerciale. Si, esatto il signor Adrian, lo troverà 2 porte più in la in fondo al corridoio. Sulla destra non sulla sinistra. Ok perfetto. Arrivederci!>>

Il venditore si allontana.

<<Ma che cavolo è la terza volta questa settimana che passano. Non hanno altra gente da importunare?>>

L’uomo tira un sospiro di sollievo e si dirige con passo lento di nuovo verso la camera. Sulla poltrona della piccola saletta c’è una scatola con un set di fondine nuove di zecca che attirano la sua attenzione. L’uomo si ferma.

<<Certo un’altra pistola l’avrei potuta prendere… così posso utilizzare entrambe le fondine. Ok dai la prendo, vediamo se lo trovo ancora fuori.>>

Presa la decisione di fare l’acquisto l’uomo si volta e torna verso la porta.

SBAAAM

Un colpo di fucile.

<<Oh cazzo! No no non dirmi che gli hanno sparato!>>

Dall’altra parte del corridoio, sulla destra, il venditore è a terra con una chiazza di sangue al centro della pancia. Davanti a lui Adrian, un uomo magro alto con capelli e barba perfetta e ben vestito, in piedi davanti all’ingresso della sua abitazione con un fucile in mano.

<<Cazzo signor Adrian ma almeno non nel corridoio comune che poi ci aumentano le spese condominiali! In più ci avevo ripensato e volevo acquistare una pistola! Ma figa non siamo degli animali!>>

Adrian è visibilmente infastidito dall’uomo. Le sue mani stringono forte il fucile mentre lo guarda avvicinarsi.

<<Aspetta è ancora vivo!>>

L’uomo si inginocchia a fianco al venditore

<<Ok scusa mi sente? Ehi ciao ascolta ci ho ripensato e vorrei acquistare una pistola. Anzi facciamo due così almeno ti faccio felice. Non come il mio vicino… sempre con quel fucile in mano.>>

Il venditore gli sorride e fa per prendere le pistole dal borsone. Adrian è visibilmente nervoso.

<<Non si preoccupi faccio da me, le lascio i soldi qua dentro.>>

Il venditore annuisce sorridendogli mentre dalla bocca gli cola sangue mista a saliva.

<<Grazie ed arrivederci. Ciao anche a te Adrian.>>

Adrian lo guarda andare via, poi rivolge il fucile verso il venditore.

Sbaaam

L’uomo si ferma ma non si volta. Riprende a camminare

<<Coglione>>

Sbaaam

Adrian si avvicina al corpo dell’uomo, gli prende dalla tasca una sigaretta e mentre l’accende gli dice:

<<Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto.>> (cit)

Adrian si alza e si dirige verso la sua abitazione sorridendo e fumando.

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